Sten, a site-specific poster paster

Filed under: Fat and proud @ 15/2/2009, 2:24 pm
Sten - Lex - Lucamaleonte, 2008

Sten - Lex - Lucamaleonte, 2008

Sten is, maybe, the most loved street artist in Rome. Great technique, strong links to classic culture and he’s all over! We asked him a few questions to see what’s behind a poster… (ITA/ENG)

Thank you Sten!

Sten

Sten

1. Da dove hai iniziato?
Ho iniziato con gli stencil e sono stato sempre ignorante in materia di writing. Ultimamente osservo con più attenzione il writing dato che Roma non è certo la città della street art ma più la città delle lettere. Roma inoltre è la città del bombing e sicuramente agli inizi ne sono stato influenzato nel senso che usavo ripetere uno stencil più volte. Adesso credo più nell’unicità dell’opera e non ho interesse nell’essere da per tutto. I miei lavori hanno un tempo di incubazione e realizzazione talmente lungo che cerco di studiare bene il posto dove andranno, “site specific”.

Sten, Piazzale Flaminio, Roma

Sten, Piazzale Flaminio, Roma


1. Where did you start from?
I started with stencils and I’ve always been ignorant towards graffiti writing. Recently I’m looking with more attentiont to graffiti writing, as Rome is the city of bombing and I’ve been surely influenced by that, as I used to repeat the same stencile over and over again. Now I’m more akin to unique artworks and I’m not interest in being all-over. My works have a long incubation and realization time, so long that I’m trying to study very well the place where they will go, “site specific”.

Sten e Lex

Sten e Lex

2. In un mondo in cui è progressivamente più facile produrre un’adesivo o uno stencil, tu utilizzi dei metodi in cui la realizzazione manuale è ancora molto importante. Quanto è importante tua tecnica di lavoro?
Non ho mai apprezzato molto la stampa dei poster o gli adesvi stampati tranne in alcuni casi dove c’è ricerca dietro come Obey e Abbominevole io stesso una volta feci un poster stampato ma è un eccezione. Roma ha avuto esempi di manualità che apprezzo molto come gli adesivi a stencil  dei TTs, JB Rock Diamond e Lucamaleonte che ora lavora più spesso con me e Lex. Alcuni stenciler realizzano gli stencil col plotter, anche qui dipende da cosa c’è dietro, stencil di formato enorme dove la ricerca del contenuto e l’estetica hanno valore non li escludo a priori se fatti a macchina, io non l’ho mai fatto. Lo stencil o i poster che dipingo hanno tempi lunghi sia per la ricerca dell’immagine,l’elaborazione grafica e la produzione manuale, questa è la direzione che ho preso.

Sten, Lex, Lucamaleonte

Sten, Lex, Lucamaleonte


2. In a world where it’s progressively easier to produce a stencil or a sticker, you’re using tecniques that rely heavily on handcraft. What’s the importance of your manual work approach?
I never liked printed posters or stickers, except for a few cases with a true research behind like Obey, Abbominevole. I once did a printed poster, but that’s an exception, not a rule. Rome has some great handwork examples that I really appreciate, that’s the case of stencil-stickers made by TTs, JB Rock, Diamond and Lucamaleonte (who’s often working with me now) and Lex. A few stencil artists do their work with a plotter, again it depends on what’s the work behind it. Enormous stencil, but with some research in the content and aesthetics, I don’t exclude them even if created by a machine, but I never did it. Stencil and posters I paint take a lot of time for the iconographic research, for graphic elaboration and manual production, that’s the direction I took.

Sten, Lex - Cans Festival, London

Sten, Lex - Cans Festival, London

3. A Roma capita spesso di vedere dei tuoi lavori in giro. Perchè hai scelto di lavorare nello spazio pubblico, e illegalmente?
Perchè quando ho iniziato, lo stencil mi sembrava una tecnica innovativa, non aveva la diffusione che ha adesso, vedere una figura per strada aveva un impatto incredibile. La gente vedeva quelle figure e pensava fossero dipinte a mano. Il figurativo in generale mancava a Roma ed i miei stencil hanno portato un pò di figure.

Sped, Sten, Lex - Magazzini del Sale, Venezia

Sped, Sten, Lex - Magazzini del Sale, Venezia


3.In Rome one can easily se eone of your works in the street. Why did you choose to work in the public space, illegaly?
Because when I started, stencil seemed to me an innovative technique, it didn’t have the diffusion it now has, to see a character in the street had an incredible impact. People saw that figures and they thought it was all painted by hand. Generally speaking, characters were missing from the Rome walls, and my stencil brought some of them.

Sten (Photo by Luca Favella)

Sten (Photo by Luca Favella)

4. La street art, all’interno delle gallerie, vende principalmente a causa della sua carica “street”, che le deriva dall’illegalità. Sei d’accordo con questa affermazione?
Si sono d’accordo le mie opere in galleria non sono più street art sono tavole di legno con sopra un mio stencil o poster. Ho trovato un pò di difficoltà ad entrare nel formato della galleria: fare quadri è molto differente che fare lavori per la strada. I miei formati di solito in strada sono grandi formati (dai 2 ai 4 metri di altezza), in galleria sono costretto a lavorare su formati sempre più piccoli perchè poi più vai sul grande e più rischi di non vendere. Personalmente farei a meno di fare quadri se non fosse per una ragione economica. Far parte degli artisti dell’Auditorium non è stata una scelta facile, innanzi tutto non è uno spazio che reputo adatto ad esposizioni pittoriche, non è come il Pac che è un vero museo. Poi non mi è piaciuto il fatto che partecipassero solo italiani ed i nomi più importanti Blu, Abbominevole, Bo, Microbo, Dem non fossero presenti. Avrei preferito qualcosa di più internazionale con i pochi italiani che valgono che si contano su una mano e stranieri che di bravi ce ne sono a bizzeffe. Un’operazione interessante in tal senso è stata fatta proprio in Italia da Studio Cromie a Grottaglie, il Fame Festival, oppure il Nuart Festival di Stavanger e il Can’s festival dove abbiamo partecipato io e Lex o la stessa International Poster Art che organizzo con Lex e Lucamaleonte.

Sten (Photo by Andrea Ruggeri)

Sten (Photo by Andrea Ruggeri)


4. Street art in galleries sells only because of its “street” aspect, deriving mainly from illegality. Do you agree with this statement?
Yes I do agree. My works inside a gallery are no longer street art they are wooden blocks with a stencil or a poster on them. I had some problems working with the gallery format: to do canvases is very different from working in the streets. I usually do big formats in the street (from 2 to 4 meters high), inside a gallery I’m forced to work on smaller sizes because if you go larger it’s more difficult to sell. I’d rather stop painting canvases, if it weren’t for an economic reason. Being in the Auditorium exhibition was nota n easy choice, first of all it isn’t a space that’s fit for a painting exhibition, it’s not like PAC that’s a real museum.
Then I didn’t like that only Italian people was in the show and that the most imnportant names like Blu, Abbominevole, Bo, Microbo, Dem weren’t there. I’d preferred something more international, with the few Italians that are worth it (you can count them on the fingers of one hand) and some foreign artist, there’s plenty of them.
An interesting operation has been realized in Italy by Studio Cromie in Grottaglie, the Fame Festival, or the Nuart Festival in Stavenger and the Can’s festival – me and Lex were there – or the International Poster Art organized by me, with Lex and Lucamaleonte.

Sten

Sten

5. Com’è la scena italiana in questo momento? Vedi qualcosa che ti piace, qualcuno che spacca ma non è ancora noto?
Purtroppo no per quanto mi riguarda in italia c’è solo Blu e ne sono orgoglioso come un fottuto nazionalista.

Sten (Photo by Luca Favella)

Sten (Photo by Luca Favella)


5. How do you see the Italian scene these days?
In my opinion, in Italy theres’ only Blu and I’m proud of him like a fucking nationalist!

Sten

Sten

Sten - Muro Torto, 2007 (Photo by Franco Mapelli)

Sten - Muro Torto, 2007 (Photo by Franco Mapelli)

10 Responses to “Sten, a site-specific poster paster”

  1. CLIFF says:

    Qualcuno per favore mi spieghi cosa ci può essere di interessante nel fare dei poster del genere a roma nel 2009, perchè molto sinceramente io non lo capisco.

  2. el barts says:

    a me piacciono i riferimenti all’incisione (le immagini usate) e la tecnica utilizzata per dipingere i poster.
    per il resto sì, è nella norma.

  3. °° says:

    Ma anche fare gli stencil dei topi come fa Banksy non è rivoluzionario; nemmeno fare un poster per il presidente USA allora….
    …invece credo che gli italiani che si danno da fare siano certo da criticare, ma ancor di più da promuovere.
    Quando Blu, per esempio, faceva i personaggi a spray per Bologna era molto criticato perchè non in linea con le “rigide leggi” dei graffiti. Era rivoluzionario? No, ma guardate dove è arrivato….
    Questi sono esempi per le nuove generazioni di come con l’impegno e la creatività si possono fare moltissime belle cose. Questo è l’importante secondo me, non guardiamo solo il pelo…

  4. CLIFF says:

    Nessuno è arrivato da nessuna parte, le “opere” di Banksy non hanno acquistato bellezza perchè sono famose e lo stesso i poster di Obey, che sono riproducibili da qualsiasi stagista grafico con Adobe Illustrator.
    Mi sembra ora di svegliarsi, sia in Italia, sia nel mondo. La cosiddetta “STREET ART” non esiste, ne come cultura, ne come corrente artistica. E’ un dato di fatto. Che poi Obey o Banksy guadagnino dei soldi con la loro arte di strada chissenefrega, ne guadagna di più qualsiasi calciatore di Serie A senza senza nemmeno inquinare ulteriormente il pianeta con le loro porcherie visuali.

  5. Fontface says:

    bel lavoro Sten .. bravo.

    Cliff ti asicuro che un calciatore di serie A inquina culturalmente molto di piu.. poi il resto e tutta una questione di gusti

  6. Giorgio says:

    “Il figurativo in generale mancava a Roma ed i miei stencil hanno portato un pò di figure”

    “Personalmente farei a meno di fare quadri se non fosse per una ragione economica”

    “in galleria sono costretto a lavorare su formati sempre più piccoli perchè poi più vai sul grande e più rischi di non vendere”

    Peccato, sarebbe stato interessante sapere qualcosa sulla sua poetica come “artista”, sui motivi per cui sceglie determinate immagini o sul messaggio che veicolano (ma c’è un messaggio?)
    Il passaggio dalla strada alla galleria non riguarda i formati, è una questione leggermente più profonda…no?
    non so, mi sembrano delle risposte abbastanza superficiali!
    Giorgio

  7. nicola says:

    Povera Italia.
    L’unica cosa decente è quella tag di Snoopi.
    Ma poi come si fa a definire street art una cosa che è fatta al 99% in casa.
    Io la chiamerei camera art o cameretta art.
    Ma street si sa, fa più figo.
    Ma tempo al tempo. E tutto finirà. Per fortuna.

  8. giorgio amorosino says:

    questi sten e lex hanno i soldi e le conoscenze per fare gli artisti a tempo pieno ma ciò non significa che siano artisti.
    Si trovassero un lavoro che li gratifichi davvero che per adesso sono solo letteralmente sommersi dal loro ego e dalle loro conoscenze che li infilano ovunque.
    Grazie a questi due soggetti vedo solo lavori fini a se stessi nel senso di auto celebrazione ed una presa per il culo sul concetto di arte.
    E non dimentichiamo il loro amico di merende Lucamaleonte.. un altro furbone.
    Grazie a questi elementi viene lanciato il messaggio che per essere artisti basta avere i soldi e la mamma ed il papà potenti che dice sempre di si.

    Vergognatevi!

  9. giorgio amorosino says:

    ah dimeniticavo di nominare un altro campione.. UNO..
    La cosa migliore che fa è ubriacarsi.

    Attenzione non sono un artista! sono un utente e amo il filone street art.

  10. -sten- says:

    non capisco tutta questa violenza gratuita nei miei confronti
    non sono venuto a dire qui che sono il migliore e che sono il numero uno
    che tutto il resto fa cagare
    ho concesso con piacere le mie foto e intervista a Fat Bombers
    ed ora rispondo ai post precedenti dato che alcune cose scritte non mi sono piaciute

    cliff nel 2009 c’è un interesse nel poster dato che fino al 2001 a roma ci sono stati solo poster elettorali e forse a cliff piacciono più quelli. Ma cliff non sei il solo perchè anche io sono un attento osservatore della cartellonistica pubblicitaria ed elettorale.

    Obey e Banksy sono le pietre miliari dell’odierna street art così come Blu, Jr, Swoon e pochi altri.
    La street art e’ un macro fenomeno talmente complesso che Cliff non saprebbe da dove cominciare se dovesse mai un giorno farsene una cultura.
    Non c’è stata nessuna rivoluzione, i muri stanno semplicemente cambiando.

    Sulla mia poetica, non seguo una poetica lascio alla gente la libera interpretazione . Cerco di parlare il linguaggio delle immagini attraverso ritratti di persone anonime, attraverso la tecnica della mezza tinta, dei punti e delle linee, del bianco e nero.
    Mi piace il poster che invecchia ed ammuffisce. Non amo la precisione maniacale piuttosto la sporcatura e l’imperfezione. La mia è un arte ottica che non ha pretesa di messaggio, sopratutto di quello politico.
    Il recupero delle stampe antiche e delle incisioni è un percorso parallelo che si intreccia con lo stile che utilizzo al momento.
    Nello stencil ho introdotto l’utilizzo della mezza tinta (punti pixel e linee) “hole school” , prima di me non si realizzavano stencil del genere, adesso moltissimi stencilers in tutto il mondo utilizzano questa tecnica il piecere più grande è che questo filone è particolarmente forte in Italia. Questo è stato il mio contributo alla tecnica.

    Se dovessi ritagliare anche gli stencil o dipingere i poster per strada sicuramente figurerei più artistico agli occhi di tutti
    caro nicola io lavoro anche più di un mese per dipingere un poster unico che andrà per strada e che rischia di rompersi durante l’attacchinaggio, l’importante nicolino non è l’azione, nel mio caso l’importante è l’opera sul muro.

    Caro Giorgio Amorosino noi ci conosciamo? non mi pare. E allora vedi di leggerti meno “novella 2000″ e “cioè”.

    Io Lex e Lucamaleonte siamo quel che siamo per quello che abbiamo fatto da autodidatti senza scuole e scuolette anche se devo confidarti in segreto che conosciamo il presidente del consiglio. E poi il solito luogo comune dell’artista coi soldi, qui si lavora al baretto caro giorgino e se arriva qualche soldo si paga l’affitto in una casa a garbatella con 5 persone, nessuna delle nostre famiglie ha i soldi anche se STEN HA IL SANGUE BLU DI NON MANDARTI A FARE IN CULO

    ma chi me l’ha fatto fare di rispondere
    spero che questo siparietto allieti il curioso lettore

    -sten-

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