Kaws

Kaws: KAWS ONE book

kaws toy

“Why does art hate me? I never did anything to art”

Kaws inizia la sua carriera a New York negli anni Ottanta, come writer (ma va’?). Tra i primi a dipingere sui cartelloni pubblicitari, nel corso del tempo matura un’ottica anti-corporate che esprime anche nelle sue opere a stampa e su tela: tra tutte, i Kimpson, parodia della famigliola gialla di Springfield, sono una delle opere di subvertizing più riuscite.

kaws toy

Ironico e dissacrante, è ormai entrato a pieno titolo nel mercato dell’arte “tradizionale” ed anche i suoi vinyl toys stanno raggiungendo quotazioni da spavento. Si merita il 100% del crdito che sta ottenendo.

kaws toy


Color Wheel Oblivion (with a Twist)

Apre oggi (27 ottobre) la mostra Color Wheel Oblivion, da Marella Arte contemporanea, con 8 opere di Barry Mc Gee.
Più info su UnDo.Net
(ricordo un vecchio articolo su di lui, qui.

” So it has to do with money and who has access to space. And when I feel like the access to space is cut off for the general public, I feel like that makes me want to do stuff on the street even that much more. And the stuff in the galleries is just arty. The art crowd is arty, and it’s the same people. Sometimes I feel like if I do something indoors, my circle of people that sees things is getting smaller and smaller, where if I’m outdoors it’s open to anyone to look at, or see or hate or whatnot. But doing stuff indoors – there’s some good things about it, but I know the audience is very limited.”

twst


Due pazzi bastardi

2 sick bastards

Decisamente carine queste due magliette, anche se un po’ poco politically correct.
Assolutamente da indossare in occasoni ufficiali o in contesti sensibili.
(il colpo di grazia è la maglia dedicata a Christopher Reeve, morto di recente: e ora chi salverà il mondo?)

supaman


Mutant Mice invade London

mice pair draw dface

In esclusiva assoluta, Fatbombers vi mostra i nuovi lavori di D*face (datati due giorni fa), leggendario street artist londinese che riesce a mantenere un’attitudine illegal, in modo parallelo rispetto ad una produzione galleristica di qualità .
I topi mutanti sono disegnati su legno, tagliato e dipinto, ed in seguito incollati in giro per Londra.
I puppet sono disegnati decisamente bene, e non può che farci piacere il fatto che D*face riesca costantemente a rinnovare la sua linea di personaggi, diversamente da molti artisti o writers che sacrificano la creatività , a favore della fama per il proprio marchio, seriale e sempre identico.
As usual, quando i topi abbandonano la nave – niente panico! – il capitano si adatta, e torna a mangiare i biscotti.

slam mouse dface

Mutant mice
Last night a dawn raid by activists took place at ‘permanent paint and
ink labs’, 20 mice were liberated from a life of experementation and
certain doom. The activists released these mutant mice into their
natural habitat… the streets of London… to live out the rest of
their days happily, no one knows how long they will live, we only hope
they have a long life!
(from D*Face)

mouse and cheese dface


Gold-fingers

nerd
sniper

E’ il negozio fiorentino Gold il pronotore principale di questa jam, Gold-fingers for peace, di cui vi diamo una selezione di foto di nostro gusto.
Gold è uno dei migliori street store che abbiamo visto in Italia: oltre ad una discreta selezione di abiti decisamente cool ha uno spazio espositivo, spray, libri, art toys (happy tree friends!).

relax

Tra i writer in volantino anche il newyorkese Ghost, oltre a tantissimi locals ed un bel po’ di gente da tutta Italia.

more
kein


Arcano2 #8

arcano2

Arcano2 è una rivista che seguiamo fin dal suo numero zero, e dobbiamo dire che è rimasta fedele alle origini, proponendo in questo numero otto una buona selezione di foto New York, e come al solito moltissimi wildstyle (potente lo speciale su Deco!).
Attento al panorama italiano, il numero otto pubblica anche i writer emergenti, che non vedrete sulle altre riviste, e mette a segno dei report su aree geografiche solitamente inesplorate, dal New Jersey al Sudafrica (con uno speciale firmato da Keinom, in cui a sorpresa possiamo vedere addirittura dei treni).
In definitiva, il consueto mix di murate italiane e treni cui A2 ci ha abituato negli anni, forte di connessioni da nord a sud (tutta la Puglia è presidiata) e di potenti ganci internazionali (Above dalla Francia [sì sì lo so è di San Francisco], Keinom dalla Germania, la gente di NewYork solo per citarne alcuni).
La veste grafica invece è cambiata: fino allo scorso numero curata da Pasta (già grafico degli Amari), ora a mio avviso risente di alcune scelte tipografiche (la scelta del noioso carattere Arial per le interviste, un’impaginazione un po’ oldschool).
In ogni caso è rivista con una lunga storia alle spalle: sapete cosa comprate.

arcano2 2


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